Archivio di novembre 2009

 Quello che segue è l’articolo  comparso nel Bollettino  n° 2 di  “ACU Toscana Informa” dell’ACU Toscana, in cui è riportato l’articolo redatto dal dr. Eugenio Saraceno del Comitato Scientifico dell’Associazione ASPO Italia, di cui è presidente il  Prof. Ugo Bardi, docente del dipartimento di chimica dell’università di Firenze, nonchè presidente associazione ASPO Italia (association for the study of peak oil and gas) il cui convegno quest’anno si è tenuto a Lucca, all’interno della manifestazione annuale  denominata “La Toscana dei consumatori”, promossa dalle associazioni dei consumatori della Toscana, tra cui l’ACU Toscana.

librostoriaLibro “Storia petrolifera del bel paese” 

di Ugo Bardi e Giovanni Pancani 

Editore Le Balze 2006

(Immagine tratta dal sito: aspoitalia.it)

  ASPO internazionale, e la sua sezione Italiana (ASPO-Italia), sono nate come gruppi di scienziati e ricercatori indipendenti impegnati soprattutto sulla questione dell’esaurimento delle risorse, in particolare di quelle petrolifere. ASPO, nata nel 2002, si è ampliata e sviluppata negli ultimi anni e conta ormai sezioni in quasi tutti i paesi detti occidentali. La “mission” dell’associazione si è ampliata e adesso comprende una visione ampia di tutto quello che ha a che vedere con il consumo delle risorse, senza trascurare i loro effetti ambientali, in particolare il riscaldamento globale.ASPO-Italia è nata formalmente nel 2003 con gli stessi scopi e obbiettivi di ASPO internazionale, ma con una maggiore enfasi sulle energie rinnovabili.

ASPO ha oggi accumulato dati e  esperienza     che pongono l’associazione all’avanguardia in molti campi, come lo studio e la modellizzazione della disponibilità di risorse fossili, ma anche su innovazioni si prodotto nel campo dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica. I membri di ASPO-Italia sono impegnati in progetti internazionali estremamente innovativi, come sistemi eolici ad alta quota (progetto kitegen), sistemi di trasporto basati sulla trazione elettrica, sistemi agricoli innovativi per i paesi emergenti, innovazioni nel campo dell’energia fotovoltaica e molti altri campi. ASPO-Italia è in grado di connettere una strategia regionale italiana attraverso ASPO internazionale, con strategie e gruppi europei e con una globale, per stimolare ricerca e sviluppo, riconversione territoriale e comunicazione in favore di interventi utili ad attenuare la crisi in atto.
ASPO-Italia si propone di mantenere il proprio ruolo di serbatoio di pensiero raccogliendo i contributi di ricercatori e studiosi sia a livello nazionale come internazionale……(http://www.aspoitalia.net)

 La fine dell’era del petrolio?

DI EUGENIO SARACENO – ASPO ITALIA

Se mai ve ne fosse bisogno vorrei innanzitutto ricordare l’importanza che le risorse energetiche rivestono per l’economia mondiale; utilizzare energia significa assicurare la produzione di cibo, vestiti, prodotti di consumo, riscaldamento, raffrescamento, mobilità. In particolare se guardiamo alla attuale economia globalizzata questo ultimo aspetto della mobilità di merci e passeggeri è fondamentale poiché sempre più prodotti giungono a noi dai paesi ove è più conveniente acquistarli percorrendo lunghe distanze, stesso discorso per lo sviluppo del trasporto aereo che ci permette di percorrere distanze sempre maggiori per turismo o affari. Tra tutte le risorse energetiche la più strategica è dunque il petrolio, poiché da esso si ottengono i più economici derivati liquidi indispensabili per la stragrande maggioranza della domanda di trasporti e per l’industria chimica.

La minore disponibilità di petrolio metterebbe in grave difficoltà questi due settori e, a catena, tutti gli altri settori industriali che pur potendo utilizzare fonti energetiche diverse dal petrolio dipendono poi da esso per la distribuzione e la fruizione dei prodotti. Ebbene, questa situazione si sta già verificando i prezzi del petrolio sui mercati stanno seguendo un andamento oscillante, ma ad ogni oscillazione il picco è posizionato sempre più in alto di quello precedente.

Perché i costi di produzione aumentano? Si dice sempre che negli anni ’90 quando il petrolio costava poco non si è investito abbastanza provocando alla lunga un problema di scarsità dell’offerta e che i notevoli investimenti partiti al rialzo dei prezzi abbiano fatto salire le quotazioni di tutti i mezzi di esplorazione e produzione del petrolio.

La produzione è aumentata dal 2002 al 2005, poi si è quasi fermata per due anni per ricominciare a crescere un po’ negli ultimi mesi, benchè nel frattempo, grazie alla crescita economica mondiale trainata dall’Asia, la domanda sia aumentata costantemente e anche i prezzi. Perché se i produttori hanno sufficiente petrolio da estrarre e sufficienti denari da investire non approfittano dell’altissimo livello dei prezzi e non inondano il mercato facendo calare i prezzi? Dopo le grandi crisi degli anni ’80 accadde esattamente questo provocando il periodo di bassi prezzi di fine anni ’90. Esiste una ipotesi ben nota da anni e scientificamente molto solida, la teoria del “picco del petrolio”.

Questa teoria origina dagli studi di un geologo americano M.K.Hubbert che negli anni ’50, studiando la progressione delle scoperte di giacimenti e della successiva messa in produzione, aveva previsto correttamente che la produzione sarebbe aumentata fino ai primi anni ’70 per poi decrescere seguendo l’andamento di una curva a campana. In seguito, altri geologi, tra cui Campbell, che poi hanno costituito l’associazione ASPO, applicarono tale teoria a livello globale ottenendo un andamento della produzione mondiale secondo una curva analoga.

Il modello matematico e i dati sui giacimenti petroliferi alla base di questa previsione vengono continuamente aggiornati, ma si vede che il risultato della previsione cambia di poco: la produzione mondiale di petrolio dovrebbe raggiungere il massimo intorno al 2010 per poi ridursi progressivamente e inesorabilmente.

La ragione   del calo    è essenzialmente   geologica, un giacimento    di petrolio non è, come

spesso nell’immaginario comune viene figurato, un grande lago sotterraneo da cui se ne può tirare fuori a volontà, basta fare un pozzo. In realtà gli idrocarburi rimangono intrappolati sotto terra a varie profondità, quindi ad alta pressione, in una roccia porosa che però deve essere sovrastata da uno stratodi roccia impermeabile.

Scavando un pozzo il petrolio, se sufficientemente pregiato e leggero inizia a fuoriuscire da solo copiosamente grazie alla pressione; così avviene per un 15-20% del contenuto di un giacimento. In seguito la pressione naturale cala e bisogna supplire iniettando gas o acqua da altri pozzi per mantenere la produzione fino ad estrarre un 40-50% del totale; infine quando anche ciò non basta è necessario iniettare molte tonnellate di solventi per “sciogliere” la parte più pesante dell’idrocarburo rimasta invischiata nella sua roccia madre e poterla poi estrarre sempre cercando di aumentare la pressione con l’iniezione di gas e acqua. Infine, tipicamente quando un 60-70% del contenuto iniziale è stato estratto si è costretti

ad abbandonare il giacimento perché per far andare i macchinari, le pompe, i solventi ci vuole più petrolio di quello che si potrà estrarre.

La storia della produzione di un giacimento può durare decine di anni, ma segue sempre

un andamento a campana, dalle prime fasi di facile estrazione si raggiunge presto un buon livello di produzione, poi è possibile mantenerlo con adeguate tecniche ed in seguito non si può evitare il declino e l’abbandono.

Essendo la produzione mondiale formata dal risultato della produzione di migliaia di giacimenti ciascuno che produce secondo un andamento a campana, è abbastanza intuitivo che essa stessa segua un andamento a campana: inizialmente i giacimenti che iniziano la produzione sono molti più di quelli che si esauriscono e il contributo totale è di crescita, poi vi sono nuove scoperte e si continua a crescere, poi le scoperte sono divenute più rare, alcuni giacimenti hanno iniziato a declinare ed i nuovi giacimenti sono sempre meno e comunque situati in luoghi sempre più inaccessibili come i mari profondi e le zone artiche, oppure producono petrolio molto pesante, più costoso da estrarre e da raffinare.

Questa è la situazione in cui siamo adesso, abbiamo scoperto ed estratto il petrolio “facile”, ora vengono tempi più difficili.

Questa situazione vale anche per il gas naturale che è anch’esso un idrocarburo. Il comportamento della produzione a campana vale per tutti i tipi di risorse, come numerosi studi in ASPO Italia stanno dimostrando, compresi il carbone e l’uranio che raggiungeranno il loro picco nei prossimi 30-40 anni. Dunque non si dovrebbe parlare di fine del petrolio, ma più propriamente di fine dell’energia facile e a basso prezzo.

Ci sarà petrolio per molti decenni a venire, ma sempre in minori quantità ed a prezzi molto più alti. La nostra economia basata sui consumi crescenti tenderà a risolvere il problema usando più carbone ed uranio producendo come effetto l’esaurimento più rapido di questi combustibili sempre secondo una curva a campana e spostando solo di qualche anno in avanti i problemi che prima o poi verranno al dunque.

C’è una via d’uscita a questa situazione? Sappiamo che dal sole giunge sulla terra una

quantità di energia pari a 10000 volte quella che è utilizzata ad oggi dall’umanità e che può essere

fruita mediante tecnologie solari ed eoliche, in particolare d’alta quota. Ma l’immensa quantità di energia solare è però dispersa su grandi aree del pianeta e dovrà essere sfruttata in modo diffuso, sarà sicuramente possibile ottenere dal sole abbastanza energia per i bisogni dell’umanità.

Ottenerla non sarà facile, probabilmente un mondo ad energia solare poco si accorda con una civiltà dei consumi e della crescita infinita; voglio concludere dunque formulando un quesito su cui dovremmo tutti riflettere: sarà la fine del petrolio a basso costo anche l’occasione per inventare un nuovo paradigma? Da una civiltà basata su sempre maggiori consumi di beni materiali ad una in cui il benessere non sarà misurato con l’indicatore dei maggiori consumi ma con quello degli adeguati consumi?

Per chi volesse approfondire, consiglio i seguenti siti web e blog:

http://www.aspoitalia.net sito web di Aspo Italia con articoli tecnici e scientifici

http://aspoitalia.blogspot.com notizie e commenti quotidiani su risorse ed energia

http://petrolio.blogosfere.it diario divulgativo su tutto ciò che riguarda il petrolio

http://www.ecoblog.it notizie su ecologia, energia e risorse

http://www.unionepetrolifera.it mercato del petrolio, studi e statistiche

http://www.enea.it ricerca e tecnologie su ambiente ed energia

http://europe.theoildrum.com (in inglese) notizie e discussioni sull’energia e il futuro

L’ATTIVITA’ EDUCATIVA DELL’ACU TOSCANA, E’ STATA INTEGRATA ALLE ATTIVITA’ PREVISTE DALLE ISTITUZIONI VERSILIESI SUL TEMA DEI RIFIUTI E DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

VersiliaL’ACU Associazione Consumatori Utenti sede regionale della Toscana di ACU Onlus,  ha promosso nei giorni scorsi, un seminario di formazione a Viareggio, rivolto agli insegnanti del comprensorio versiliese e agli Enti Locali.

L’iniziativa è  stata integrata alle attività previste dal progetto di educazione ambientale che si sta realizzando sul territorio della Versilia sul tema  “La limitazione all’origine della produzione dei rifiuti e la raccolata differenziata”.

L’associazione consumatori partecipa al progetto della zona in qualità di partner  ed ha messo a  disposizione questo seminario dando un’opportunità formativa ai docenti delle  scuole e di confronto con gli Enti e le Amministrazioni.

Il  seminario  fa parte di un progetto di ricerca,  “Il costo ambientale e sociale dei consumi. ACU Toscana Informa 2009”. ed è   andato ad integrarsi con il progetto versiliese.

 

Hanno partecipato al seminario l’Assessore regionale alle Politiche dei consumatori Eugenio Baronti,  l’Unione di Comuni Alta Versilia, il CRED Versilia attraverso la  presidente della Conferenza Zonale dell’Istruzione Alessya Dini, la presidente dell’ACU Toscana Clara Gonnelli, l’agronomo dr. Francesco Petacchi, la rappresentante dei GAS Versilia Consuelo Matteucci e la rappresentante dello Sportello di consulenza ed assistenza al cittadino dell’ACU di Viareggio avv. Isabella Maggiorelli.

L’assessore regionale Baronti, ha esposto brevemente il piano regionale volto alla sostenibilità ambientale e sociale  asserendo che “...oggi i nostri consumi superano il 30%  la biocapacità del pianeta, occorre quindi lavorare per far crescere sempre più la consapevolezza in tutti i soggetti sociali, economici, politici ed istituzionali  il senso del principio della responsabilità e sostenibilità sociale, etica, energetica ed ambientale…”. Baronti ha portato inoltre molti esempi di “buone pratiche sostenibili” realizzate sia in Toscana che in altri Paesi incoraggiando i presenti a promuovere un diverso modello culturale.

La presidente dell’ACU Toscana Gonnelli ha affermato che “… Gli interessi economici legati a pratiche produttive  ed industriali, che nel tempo hanno creato inquinamento ambientale, hanno portato il mondo verso una strada, che rischia di essere di non ritorno se, in prima persona, i cittadini-consumatori-utenti, a partire dalle giovani generazioni,  non acquisiscono consapevolezza che con le loro scelte quotidiane contribuiscono ad aggravare un sistema già congestionato, il cui modello economico è fallito…”.

“Si può – ha ribadito nel suo intervento l’avv. Maggiorelli  - riuscire a riconvertire l’economia in termini di sostenibilità solo a patto che ci sia condivisione, accettazione, che si costruisca un consenso il più ampio e diffuso possibile intorno alla rivoluzionaria idea di economia intimamente vincolata al concetto di etica sociale…” Maggiorelli,  Ha spiegato poi le regole di un bando di concorso promosso dall’ACU Toscana a cui parteciperanno gli Istituti di Istruzione secondaria di secondo grado.

Petacchi ha posto l’accento sul fatto che gli insegnanti debbano sostenere gli studenti ad elaborare le nozioni apprese , incanalarle in un percorso fruibile dai ragazzi, traducibile gradualmente in cultura acquisita.

E’ intervenuta poi, Matteucci, della rete dei (GAS) Gruppi di Acquisto Locale della Versilia, che ha illustrato una nuova modalità di consumo consapevole che è propria di un’economia  che mette al centro le persone e le relazioni.

Alcuni istituti avranno la possibilità di aderire al progetto di ricerca sui modelli e stili di consumo promosso dall’ACU Toscana e dai soggetti partner, il quale  sarà realizzato  in stretta collaborazione con il corso di laurea specialistica Gestione e tutela dell’ambiente agro-forestale della  Facoltà di Agraria  dell’Università di Pisa.

PER INFORMAZIONI

Sportello territoriale di Viareggio si trova in:

Via S. Francesco, 43

Tel. e fax  0584/44393

cellulare 335 6860992

e-mail del progetto ACU Toscana:  concorso.buonepratiche@gmail.com

Sito Web: www.acutoscana.it


DOC 1 - Targa esternaLo Sportello di Viareggio, come gli altri Sportelli  dell’ACU Toscana, svolge oltre alle azioni a carattere educativo e di sensibilizzazione sulle tematiche del consumo consapevole e reponsabile, anche servizi di consulenza ed assistenza  rivolti ai cittadini.

Esso è accreditatato dalla Regione Toscana  in base alla Legge Regionale 9/2008.

Il Responsabile dello Sportello è l’avv. Luca Cecioni

Filigrane

‘Filigrane 2009. Giovani connessioni di comunità’ è il titolo scelto per la due giorni (19 e 20 novembre), che si terrà al Saschall e in altri luoghi di Firenze, durante i quali verrà tracciato bilancio del primo anno di attività del nuovo processo di politiche giovanili della Regione. Ci saranno personaggi del mondo del cinema e della musica, in grado di attirare l’attenzione dei ragazzi. Dai cantanti Paola Turci e Niccolò Fabi all’attore e padre del ‘Nido del Cuculo’ Paolo Ruffini, dai calciatori del Siena Codrea e Vergassola al comico e presentatore Gianfranco Monti. Ci sarà anche spazio per il confronto con esponenti del mondo politico, come il membro del cda Rai Giorgio Van Straten, il presidente della Regione Claudio Martini, gli assessori Enrico Rossi e Gianni Salvadori. Interverrà anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Il 20 novembre al Saschall si terrà la I Conferenza regionale sulle politiche giovanili. ‘Stati Giovanili 2009′ sarà il momento centrale della manifestazione, quello in cui i protagonisti dell’evento, i giovani, potranno confrontarsi ed aprire un dialogo con istituzioni ed esperti per verificare e riprogrammare le politiche che li riguardano da vicino. Oltre alla parte istituzionale (gli assessori Rossi e Salvadori, il sindaco Renzi e Andrea Sergio Fantoma, capo dipartimento del Ministero della gioventù) ci saranno Niccolò Fabi, Paola Turci ed il Tavolo dei giovani, delle istituzioni e delle reti. La conduzione è affidata a Gianfranco Monti.

Sempre il 20 novembre, alle 17, Paolo Ruffini e il presidente Claudio Martini daranno vita a ‘Fili e grane. Colloquio sul futuro’, un divertente faccia a faccia in cui punti di vista diversi cercheranno di affrontare i dubbi, le preoccupazioni e le perplessità che caratterizzano il mondo dei giovani.

L’apertura della due giorni è affidata a ‘Generazioni 2009′, la mattina del 19 novembre, una tavola rotonda che sarà ospitata presso la Facoltà di Scienze Politiche (al polo di Novoli), durante la quale verranno commentati i risultati della nuova ricerca IARD sui giovani in Toscana e presentato il percorso di politiche giovanili della Regione. Il saluto verrà dato dall’assessore Gianni Salvadori. Il programma al Saschall invece si aprirà il pomeriggio, alle 15.

All’interno del denso programma (consultabile su www.regione.toscana.it/filigrane) spazio per tanti altri eventi. Con cantieri e laboratori d’attivazione (il 20 novembre) è possibile, all’interno di vari temi (teatro, musica, sport, volontariato, cittadinanza ed altro ancora), cimentarsi e offrire la propria competenza ed esperienza al servizio di altri giovani. Aperti alla partecipazione e alla collaborazione di giovani, educatori, operatori, formatori, rappresentanti delle istituzi oni e delle associazioni ed amministratori, i cantieri sono dedicati ai ragazzi delle scuole superiori e prevedono attività interattive. Container (entrambi i giorni) offre una serie di spazi in cui associazioni, giovani ed istituzioni possono presentare i loro progetti e attività. Il Villaggio delle sperimentazioni permette di assistere, in giro per Firenze la mattina del primo giorno, a performance, laboratori, letture e incontri a tema. La sera del 19 novembre al Saschall largo ad alcune interessanti esperienze di musica, teatro, letture ed installazioni artistiche a cura di vari gruppi e band giovanili. Il 20 invece, sempre al Saschall, la Giornata regionale del servizio civile, organizzata da Regione e Crescit. E ancora il Mediacenter, realizzato in collaborazione con Toscana Notizie e intoscana.it, We.com, confronto tra Giorgio Van Straten e la giornalista Monica di Sisto, Eppur si muovono!, il racconto in video dei progetti giovanili.

Su www.intoscana.it streaming delle due giornate: il 19 a partire dalle 18, il 20 tutto il giorno.

(estratto da: regione.toscana.it)

agritour_newIl 13 novembre ha inizio l’ottava Edizione di Agri@tour salone nazionale dell’agriturismo presso il Centro Affari e Convegni di Arezzo.
Agri@tour è l’unica fiera, in Italia, dedicata interamente al mondo dell’agriturismo.
Quale luogo migliore poteva essere scelto come location per questo grande evento se non la città di Arezzo?
Arezzo, gioiello della regione Toscana, è una delle più importanti mete per il turismo verde. Arezzo è nota in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche. Arezzo è una cittadina etrusca contornata da meravigliose campagne! Il Casentino, il Valdarno, la Valtiberina, la Valdichiana sono le aree di maggiore interesse per chi ha la passione del turismo verde, in queste vallate si può soggiornare negli splendidi casolari divenuti agriturismi.
Dormire in un agriturismo a Cortona o negli agriturismi di Anghiari, degustare la panzanella o la cacciagione cucinata negli agriturismo di tutta la provincia di Arezzo è uno dei più bei regali che possiamo farci.
L’ottava edizione di Agri@tour ha inizio il 13 novembre con una giornata dedicata interamente alla stampa e agli operatori di settore. L’apertura al pubblico è prevista per i giorni 14 e 15 novembre. La sede della fiera Agri@tour è il Centro Affari e Convegni di Arezzo, il costo del biglietto è di euro 5.
Agri@tour 2009 prevede un’edizione di grandi numeri: si preannuncia la partecipazione di oltre 3mila operatori del settore tra tour operator, agenzie viaggi, promotori del turismo verde ed operatori agrituristici, come operatori on line, tra cui non poteva mancare Agriturismo.com®.
Sin dalla prima edizione Agriturismo.com®, la guida on line dedicata agli agriturismi e alle strutture ricettive extra – alberghiere d’Italia è presente ad Agri@tour.
Ad Agri@tour sono presenti anche stand delle singole regioni con la promozione del proprio territorio, le strade del vino, itinerari insoliti, presentazione di parchi e oasi verdi.
Agiturismo.com® vi aspetta per conoscere di persona la domanda del turismo verde e presentare tutte le offerte agrituristiche presenti nelle regioni d’Italia. Se sei titolare di un agriturismo, Agriturismo.com® è lieto di illustrarti le diverse ipotesi di promozione per il tuo agriturismo.
Agri@tour non sarà solo punto di incontro tra operatori del settore agrituristico ed amanti delle vacanze verdi, ma avrà anche un ruolo centrale per la formazione di settore. Anche nella sua ottava edizione Agri@tour proporrà workshop, meeting e minimaster.
La formazione lascia spazio al divertimento ed al buongusto. Non mancherà in questa edizione l’ormai noto Campionato di cucina contadina in agriturismo. Il campionato è previsto per il giorno 13 novembre con l’intento di premiare la capacità degli agriturismo italiani di mantenere negli anni le tradizioni dei piatti italiani più antichi, ormai quasi dimenticati nelle nostre cucine e farli conoscere all’Italia e al mondo intero.
Il 14 novembre sarà la volta del Festival della Cucina Tradizionale, aperto al pubblico di Agri@tour invitato a gustare i deliziosi “piatti delle nonne” preparati dagli operatori degli agriturismi.
L’edizione 2009 di Agri@tour non manca di presentare la “fotografia del settore agrituristico” con interessanti dati statistici di settore e previsioni del trend futuro.
Arezzo, la bella cittadina toscana, è pronta ad accogliere gli amanti del turismo verde ospitando operatori del settore agrituristico e viaggiatori amanti del turismo verde negli agriturismi delle campagne aretine.

(Estratto da: intoscana.com)

Programma Agritour 2009

20070502_agrienergieDal 6 all’8 novembre presso il Centro Affari e Convegni di Arezzo si terrà la  manifestazione fieristica “Agrienergie 2009”, appuntamento biennale dedicato quest’anno alle principali novità del settore delle energie rinnovabili “da e per l’agricoltura”.
L’edizione di Agrienergie 2009 prevede aree espositive in cui saranno presentate le tecnologie ed innovazioni che offre il mercato sulle fonti energetiche rinnovabili di origine agroforestale e sulle fonti utilizzabili dal settore primario, ma non solo.
E’ previsto infatti un ricco calendario di iniziative a carattere divulgativo e informativo coordinate dall’Arsia – Regione Toscana.

Gli organizzatori

La manifestazione è promossa dalla Regione Toscana attraverso l’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo-forestale), la Provincia di Arezzo e il Centro Affari di Arezzo in collaborazione con Paulownia Italia srl, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e delle Associazioni economiche ed agricole e con il cofinanziamento degli enti locali.

Depliant della manifestazione
Per informazioni

Centro Affari e Convegni di Arezzo
Tel. 0575 9361 – Fax 0575 383028
Internet: www.agrienergieitalia.it  
E-mail: info@agrienergieitalia.it

(Esttratto: agrienergie.arsia.toscana.it)