Archivio di agosto 2010

ONU: L’ACQUA E’ UN DIRITTO UMANO

Storica risoluzione all’assemblea delle Nazioni Unite: 122 paesi a favore, 41 astenuti. Nel mondo 844 milioni di persone senza acqua potabile. “L’accesso all’acqua pulita e di qualità è indispensabile per il diritto alla vita”. Appello agli Stati

L’accesso all’acqua è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, un “diritto umano”. Lo ha  stabilito oggi (29 luglio) l’assemblea generale delle Nazioni Unite. Dopo oltre 15 anni di dibattiti sulla questione, a quanto si apprende, l’Onu ha votato un documento al Palazzo di Vetro, che consacra l’accesso all’acqua come un diritto.

A favore di una risoluzione in tal senso – presentata dalla Bolivia – hanno votato 122 paesi, mentre altri 41 si sono astenuti. Il testo “dichiara che l’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”.

La risoluzione ha preso spunto dal fatto che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, e che più di 2,6 miliardi di persone, soprattutto bambini, non dispongono di postazioni mediche di base. Secondo le organizzazioni umanitarie, sono circa 2 milioni i bambini che ogni anno nel mondo muoiono di sete o dopo malattie contratte per aver bevuto acqua non potabile, che non possono essere curate per la mancanza di servizi sanitari accessibili.

Il testo, inoltre, invita gli Stati e le organizzazioni internazionali ad impegnarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai paesi in via di sviluppo, esortandoli ad “aumentare gli sforzi affinchè tutti nel mondo abbiano accesso all’acqua pulita e a installazioni mediche di base”.

L’IMPORTANZA DELLO SPORT E DELL’ATTIVITA’ MOTORIA

  • Lo sport facilita la socializzazione

  • Lo sport migliora la salute del cittadino e migliora quindi la salute pubblica

  • E’ fondamentale rafforzare il ruolo dello sport nel campo dell’istruzione e della formazione

  • Lo sport promuove il volontariato e la cittadinanza attiva

  • Lo sport facilita l’inclusione sociale l’integrazione e le pari opportunità

  • Lo sport facilita lo sviluppo sostenibile

ESTRATTO DAL LIBRO BIANCO SULLO SPORT – COMMISSIONE DELLE COMUNITA’ EUROPEE (Bruxelles, 11.07.2007)

2.2 Unire le forze per combattere il doping

Il doping rappresenta una minaccia per lo sport in tutto il mondo, anche in Europa. Esso mina alla radice il principio di una competizione aperta e leale, costituisce un fattore demotivant per lo sport in generale, mette quello professionistico sotto una pressione eccessiva, nuoce gravemente all’immagine del settore e minaccia seriamente la salute degli individui. A livello europeo, la lotta contro il doping deve far leva su una dimensione repressiva e su una sanitaria e preventiva.

4) Si potrebbero stabilire collaborazioni tra le forze dell’ordine degli Stati membri (guardie diconfine, polizia nazionale e locale, dogane ecc.), i laboratori accreditati dall’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e l’INTERPOL per scambiare in modo tempestivo e sicuro informazioni sulle nuove sostanze dopanti e sulle nuove pratiche. L’UE potrebbe sostenere tali sforzi attraverso corsi di formazione e costruendo una rete tra i centri di formazione per le forze dell’ordine. La Commissione raccomanda che il commercio di sostanze dopanti illecite sia trattato nello stesso modo del commercio di droga in tutta l’UE. Essa inoltre invita tutti i soggetti responsabili della sanità pubblica a tenere conto dei rischi per la salute dovuti al doping e si rivolge alle organizzazioni sportive affinché elaborino norme di buona pratica per garantire una migliore informazione ed educazione dei giovani sportivi per quanto riguarda le sostanze dopanti, i medicinali su ricetta che potrebbero contenere tali sostanze e i loro effetti sulla salute.

L’UE trarrebbe beneficio da un approccio meglio coordinato alla lotta contro il doping, in particolare se si definissero posizioni comuni nei confronti di Consiglio d’Europa, WADA e UNESCO e si procedesse a uno scambio di informazioni e buone pratiche tra governi, organizzazioni antidoping e laboratori nazionali. In questo contesto, è particolarmente importante che gli Stati membri diano un’attuazione corretta alla convenzione dell’UNESCO contro il doping nello sport.

5) La Commissione svolgerà un ruolo d’appoggio, ad esempio sostenendo una rete di organizzazioni nazionali antidoping degli Stati membri.

Scarica il “LIBRO BIANCO SULLO SPORT”