PERSA L’ULTIMA OCCASIONE DI TUTELARE LA NOSTRA SALUTE E L’AMBIENTE
AGGIORNANDO LA RICERCA BIOMEDICA ALL’ATTUALE PROGRESSO SCIENTIFO E AGLI STANDARD DEGLI STATI UNITI

Il voto sulla revisione della Direttiva 86/609 sulla sperimentazione animale avvenuto ieri a Strasburgo ha confermato il testo approvato in prima lettura, dimostrando che il Parlamento europeo (con l’eccezione lodevole di alcuni deputati, la cui strenua opposizione non ha potuto incidere sulla maggioranza):

1.     è incapace di liberarsi dal condizionamento dell’industria chimico-farmaceutica
2.     è incapace di interpretare il volere dei cittadini europei
3.     è incapace di approfondire gli argomenti sui quali esprime il voto

Quella che dovrebbe essere la nuova legge sulla sperimentazione animale:

· Non tiene conto del “cambiamento epocale” nella tossicologia annunciato dal NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche USA), paragonato a quello della scoperta della penicillina, della doppia elica del DNA, o alla nascita del primo computer: “E’ necessario un radicale cambiamento di paradigma per garantire lo screening completo delle sostanze chimiche, maggiore scientificità nella valutazione dei loro effetti sulla salute e l’ambiente, come pure una riduzione dei tempi e dei costi … le prove di tossicologia saranno trasferite dall’animale ai metodi in vitro, per osservare i processi biologici avvenuti nelle cellule(Rapporto “Toxicity Testing in the XXI Century: a Vision and a Strategy, 2007); né tiene conto del fatto che negli USA il nuovo paradigma è già stato adottato dai maggiori istituti di ricerca (NIEHS, NHGRI, EPA) con un comune progetto di tossicologia cellulare quinquennale …

· Non tiene conto delle mille voci che negli ambienti scientifici più qualificati condannano la sperimentazione animale definendola “cattiva scienza” (“Nature”, 10/11/05) contestandone il valore predittivo.

· Non tiene conto di quanto scritto nel documento conclusivo del “VII Congresso mondiale sulla sperimentazione animale,” 2009: “Le nuove tecnologie sono capaci di raccogliere una quantità mai raggiunta prima d’informazioni sui possibili effetti avversi recati da una sostanza ai sistemi biologici, ed una conoscenza ben maggiore di quella fino ad oggi individuata e capita. Esse ci faranno considerare, in un futuro assai vicino, l’uso degli animali a fini sperimentali estremamente obsoleto”.

· Non tiene conto che la decisione presa produrrà un ritardo irrecuperabile nel progresso scientifico e, insieme ad un immenso sperpero di denaro, un impedimento insormontabile nell’attuazione di REACH. Con grave danno per l’ambiente e per la salute di tutti i viventi.

· Non tiene conto del desiderio di tutela degli animali espresso da una vasta maggioranza dei cittadini.

Il Parlamento Europeo avrebbe potuto esaudire le aspettative di chi difende il progresso della ricerca scientifica, come pure di chi tutela i diritti degli animali (le due non essendo i contrasto), consentendo, con una legge innovativa, un graduale ed accorto passaggio ai nuovi metodi di ricerca, accelerandone le procedure di riconoscimento (specie per metodi in uso da lunghi anni come la tossicogenomica). Esso ha al contrario bloccato questo passaggio.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA, sdegnato dal voto espresso ieri, è determinato a ribaltare quanto approvato dal Parlamento Europeo valendosi dello strumento dell’iniziativa popolare europea (art. 11 del Trattato). La raccolta firme è già iniziata e la legge che ne deriverà cancellerà la vergogna inflittaci in quanto cittadini europei.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it www.equivita.org

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