2 Dicembre 2012 – Ciò che è successo ieri in quella che viene definita la fabbrica-dormitorio di Prato, in cui sono morte 8 persone ed altre sono rimaste gravemente ferite, rappresenta solo una delle tante tragedie che accomunano operai della filiera del tessile in gran parte del mondo, i quali sono costretti (donne, uomini e anche bambini) a lavorare in condizioni di completa illegalità per una manciata di spiccioli.

Oggi questo dramma si presenta in Italia, nella nostra Toscana e ci fa vedere senza veli un problema che, ancor prima è accaduto a Dhaka in Bangladesh o a Karachi in India, dove le famiglie di centinaia di lavoratori e lavoratrici morti sul luogo di lavoro, attendono ancora giustizia.

L’ACU Associazione Consumatori Utenti della Toscana, che proprio due anni fa, a partire da un progetto educativo-formativo sulle tematiche del tessile e della moda, si è fatta parte attiva nella costruzione di una inter-rete denominata (Vesto) NaturaleSolidale (www.naturalesolidale.it)1, oltre ad esprimere solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime, intende rivendicare, insieme alla stessa rete, il diritto dei consumatori alla TRACCIABILITA’ DI QUESTA FILIERA.

Se non si mettono in campo una molteplicità di forze – riferisce la presidente dell’ACU Associazione Consumatori Utenti Toscana Clara Gonnelli – che lavorano a vario titolo per rendere evidenti e trasparenti i processi produttivi, si consegnano degli esseri umani indifesi in mano ai malavitosi e agli sfruttatori”.

Tutto ciò avviene con il beneplacito più o meno diretto dei principali marchi d’abbigliamento, che fanno produrre dove costa meno e dove i diritti di chi lavora non sono garantiti, per poi rivendere i loro capi a prezzi alti (ma senza includere i costi ambientali e sociali). I consumatori, stante la quasi completa mancanza di chiarezza delle etichette in commercio, si ritrovano ad essere ignari complici di un sistema in cui:

  • il 60-65% del costo del prodotto globale va in costi e profitti dei distributori e in tasse
  • il 14-18% al marchio
  • il 4-6% trasporti e dazi
  • il 5-7% costi generali e profitti del fornitore
  • il 9-13% per i materiali
  • SOLO lo 0,5-3% al lavoro.2


“Come cittadini ancor prima che consumatori”, dichiara Jason Nardi, di Solidarius Italia / Interrete Naturalesolidale, “chiediamo che tutto questo cambi, che ci sia una regolamentazione più severa e informazione trasparente, che siano garantiti i diritti e che si faccia di tutto per prevenire tragedie come quella che si è consumata ieri a Prato”.

Per informazioni Cell. 335 6860992

Maggiori informazioni sugli obiettivi della inter-rete NaturaleSolidale sul sito web www.naturalesolidale.it

1 Naturale Solidale è un’inter-rete per la difesa dei beni comuni, per operare scelte responsabili, per la giustizia, equità e solidarietà sociale, sicurezza, economia. Naturale Solidale è una inter-rete aperta – formata da più soggetti aventi una propria identità che operano nei più svariati settori: associazionismo, volontariato, commercio equo e solidale, fondazioni, cooperazione, economia solidale, piccole e medie imprese, tutela dei diritti del lavoro, organismi di certificazione – i cui componenti hanno sentito la necessità di mettere in comune le proprie esperienze e conoscenze e di condividerle in maniera costruttiva e proattiva con le istituzioni competenti (Mondo accademico e della ricerca scientifica, Mondo della scuola, Comuni, Regioni ecc.) per la promozione di azioni integrate che mettano al centro la persona e i valori.

2 Fonte: “I vestiti nuovi del consumatore” di Deborah Lucchetti, Clean Clothes Campaign / Campagna Abiti Puliti

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