Assemblee

E’ CONVOCATA L’ASSEMBLEA DEI SOCI DELL’ ACU TOSCANA SABATO 16 LUGLIO 2016.

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Ufficio Stampa Acu Toscana

INIZIATIVA “M’ILLUMINO DI MENO” – ADESIONE ACU TOSCANA
Venerdì 14 febbraio appuntamento dedicato al tema del risparmio energetico collegato alla  campagna “M’illumino di meno” lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, quest’anno al suo decimo anniversario.
L’associazione consumatori ACU Toscana aderisce anche quest’anno all’iniziativa attraverso l’apertura straordinaria di sportelli e la collaborazione ad iniziative sul territorio.
Gli organizzatori dell’iniziativa propongono “non un oscurantista ritorno al passato ma una sorta di gioioso “pride” della gestione intelligente delle risorse per pensare ad un futuro sostenibile”. ACU Toscana condividendo questa visione aderisce a questa Festa del Risparmio Energetico al fine di sensibilizzare i consumatori e gli utenti sul tema del risparmio energetico quale principale elemento per ottenere l’efficienza energetica.
Per la giornata del 14 febbraio 2014, le iniziative programmate saranno:
  • Seravezza, apertura straordinaria dello Sportello energia dalle 9.30 alle 14.00 presso la consueta sede dello sportello Prontoconsumatore di Seravezza, c/o gli Uffici distaccati del Comune a Palazzo Marconi in via Don Minzoni, Querceta.
  • Livorno, apertura straordinaria dello Sportello Prontoconsumatore dalle 17.00 alle 19.00 e in collaborazione con il Laboratorio della Solidarietà, nei cui locali ha sede lo sportello, con la presenza di un consulente ACU Toscana esperto in risparmio energetico per le abitazioni che sarà a disposizione degli utenti per informazioni sul tema. Dalle 18.30 saranno spente le luci e si avvierà un aperitivo con prodotti del commercio equo e solidale a lume di candela.

Locandina Regionale

Locandina Livorno

Europa solidale: prospettive comuni e patti locali” Esperienze e pratiche di collaborazione tra le reti di economia solidale e con le istituzioni locali.

Cos’è il Mercado Social e come si sta evolvendo in Spagna? Come funziona il MES – il Movimento per l’Economia Solidale in Francia? Che pratiche stanno emergendo in Grecia, dove la “Crisi” ha colpito più
forte? Quali “patti” si possono fare con gli enti locali per promuovere un’altra economia?
Confronto aperto con rappresentanti di reti europee e di Reti e Distretti di Economia Solidale in Toscana.

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Il 14 aprile 2013 parte la campagna per la raccolta firme promossa dal Comitato promotore nazionale (di cui fa parte anche l’ACU Toscana) per la proposta di Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero. Il Comitato è oggi composto da circa centocinquanta organizzazioni in diciotto regioni diverse con associazioni nazionali importanti, come Rete Zero Waste Italy (a servizio dei Comuni e dei comitati Rifiuti Zero locali) – Associazione Comuni Virtuosi (che rappresenta quasi un centinaio di Comuni italiani) – ANPAS (Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze) – ATTAC Italia e Re:Common (reti alternative al liberismo), ed altre Reti e Coordinamenti regionali e Comitati ed Associazioni locali che insieme hanno costituito il primo nucleo titolare della proposta di legge stessa.   Il 27 marzo 2013  è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero.

Per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila  firme (Per info : http://www.leggerifiutizero.it/ , ma si punta  ad almeno il doppio, potendo contare su una rete già costituita in tutta Italia: sono già 14 i coordinamenti regionali già costituiti e 6 quelli in costituzione.

La legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro.

Le finalità generali del  presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttricihttp://www.leggerifiutizero.it/sintesi-della-proposta ) :

  1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. 2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
  3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. 6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
  7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. 1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. 2. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti

Pertanto, chi è interessato/a  può avere tutte le informazioni necessarie collegandosi al sito WEB della campagna nel quale si possono trovare tutte le informazioni utili.

CLICCA QUI PER VISITARE IL SITO DELLA AVERE INFORMAZIONI www.firenze1010.eu

Ci è pervenuto dal Comitato organizzatore Firenze 10+10 questo intervento che pubblichiamo.

Clicca qui Another road for Europe di Tommaso Fattori

Dall’8 all’11 novembre a Firenze si tiene l’incontro europeo “Firenze 10+10. Unire le forze per un’altra Europa”: movimenti, sindacati e associazioni di tutta Europa si scambieranno esperienze e proporranno le alternative alle politiche che hanno portato l’Europa alla crisi. Un appuntamento da non perdere.

Mai lasciarsi sfuggire l’occasione offerta da uno shock sistemico per portare a compimento la rivoluzione neoliberista, secondo il suggerimento di Milton Friedman. Mentre “mercati” e “tecnici” insistono fantasiosamente nel propagandare crisi e debiti pubblici come l’effetto di un’eccessiva spesa sociale e di un insostenibile costo del lavoro, assistiamo alla “strana morte mancata del neoliberismo” (Crouch), vera causa del disastro economico, sociale ed ambientale in cui siamo immersi. Nel frattempo i poteri economico-finanziari utilizzano la crisi per annientare i diritti sociali e del lavoro e per privatizzare beni comuni e servizi pubblici. La crisi finanziaria e bancaria, trasformata in crisi del debito pubblico, si è ulteriormente tradotta in crisi, anzi in agonia, della tradizionale democrazia rappresentativa, in un quadro nel quale persino i referendum popolari possono essere impediti senza scandalo (Grecia) o tollerati a patto di lasciarne in buona parte disatteso il risultato (Italia). Attraverso il fiscal compact e il six pack le classi dirigenti europee stanno a loro volta utilizzando la crisi per concentrare i poteri decisionali sulle politiche pubbliche, a partire da quelle fiscali, nelle mani di un’oligarchia priva di legittimazione democratica diretta, solerte portavoce dei mercati finanziari: Commissione, Bce, tecnocrazia. Una rivoluzione silenziosa dall’alto, nella quale, dietro lo sbriciolamento delle vecchie istituzioni rappresentative nazionali, non si intravede nessuna forma di nascente democrazia sovranazionale.

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