Lavoro

CONFERENZA STAMPA ALLA PRESENZA DEI VARI SOGGETTI DELLA FILIERA DELL’ABBIGLIAMENTO E DEL SISTEMA MODA.

Si è tenuta ieri a Massa la conferenza stampa promossa dall’Istituto del Polo Tecnico e Professionale “L. Einaudi-Fiorillo” di Marina di Carrara, per annunciare l’apertura del primo corso di “Produzioni Industriali sulla Moda” che avrà avvio con l’apertura dell’anno scolastico 2016-2017.

Il lavoro di squadra da parte del dirigente scolastico, degli insegnanti e dell’Ufficio Scolastico, che da tempo si sono aperti al territorio e al tessuto economico della provincia di Massa Carrara, ha dato un buon esito perché il numero degli iscritti a questo corso ha superato di gran lunga le aspettative.

L’iniziativa è stata presentata da coloro che a vario titolo rappresentano la scuola. Il Preside Prof. Giorgio Segnan ha illustrato le molteplici opportunità del loro Piano di Offerta Formativa ed ha elogiato gli insegnanti per l’impegno e l’entusiasmo profuso nel raggiungimento dell’obiettivo. Il vice preside Ferdinando Vannucci ha spiegato l’iter burocratico del nuovo indirizzo di studi. E’ intervenuta la rappresentante dell’Ufficio Scolastico provinciale e quella dell’USR per la Toscana Dott.ssa Donatella Ciuffolini, la quale ha posto l’accento sul fatto che la scuola “Einaudi-Fiorillo” ha dato dimostrazione di un efficace lavoro di squadra – compreso quello profuso dalla rappresentanza dei consumatori – che nasce in un territorio in cui da anni si sono realizzati percorsi di Alternanza scuola-lavoro e che darà anche in questo caso la possibilità ai giovani studenti di fruire di una opportunità educativo-formativa per acquisire delle competenze da utilizzare in campo lavorativo. Erano presenti a vario titolo e competenza anche i vari rappresentanti della filiera dell’abbigliamento e del sistema moda.

La presidente regionale dell’ACU Toscana e del CTC Clara Gonnelli, ha posto l’accento sull’esigenza, ormai improcrastinabile, di costruire strette alleanze tra consumatori, aziende ed imprese, mondo della scuola e reti di interesse comune, che sviluppino un nuovo processo culturale basato sulla responsabilità condivisa. “Occorre ripartire – dichiara la presidente – dai bisogni dei territori per sviluppare economie locali sostenibili e filiere produttive che operino in un’ottica di trasparenza, tracciabilità, legalità, sicurezza ed eticità”. Gonnelli ha invitato la scuola a partecipare ad un progetto integrato specifico “La Toscana dei consumatori. Verso la costruzione di alleanze tra cittadini delle regioni del mondo” che sarà realizzato dal CTC ed inserito nell’ambito del programma generale della Regione Toscana, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il presidente della CNA di Massa Carrara Paolo Bedini, ha dichiarato di condividere il punto di vista delle associazioni dei consumatori, riguardo all’esigenza di costruire alleanze di filiera, anche trovando un ruolo realmente formativo per gli studenti in Alternanza Scuola-Lavoro all’interno delle aziende. Anche la rappresentante sindacale della CISL, ha sottolineato l’importanza della presenza delle associazioni di tutela del lavoratore e delle lavoratrici, per portare nella scuola un punto di vista specifico. Infine è intervenuto Niccolò Gazzillo, responsabile dell’omonimo Atelier di alta moda, che ha sottolineato la necessità di formare professionalità che nel tempo sono andate perse. Presente anche la rappresentanza dell’atelier Liverani di Marina di Carrara che ha dato la disponibilità, insieme ad altre aziende di settore del territorio, a collaborare. Presenti all’iniziativa anche varie testate giornalistiche e la RAI.

A partire dal preside Giorgio Segnan, tutti i convenuti hanno sentito l’esigenza di costituire una commissione integrata per sostenere la scuola nel percorso che durerà cinque anni.
di Clara Gonnelli

APRE A MARINA DI CARRARA ALL’ ISTITUTO “EINAUDI-FIORILLO” DI MARINA DI CARRARA IL PRIMO CORSO PROFESSIONALE DI PRODUZIONI INDUSTRIALI SULLA MODA

Siamo molto lieti di pubblicare questa locandina con la quale si annuncia l’avvio del 1° Corso professionale di produzioni industriali a indirizzo Moda, nella provincia di Massa Carrara.

Questo corso, lo sentiamo un po’ anche ‘nostro’ in quanto attraverso l’attività educativo- formativa realizzata con una rete di scuole e l’USR per la Toscana, abbiamo contribuito indirettamente a far maturare una sensibilizzazione sulle filiere dell’abbigliamento anche ad altre scuole, come quella dell’Istituto del Polo Tecnico e Professionale “L. Einaudi-Fiorillo” http://www.barsantisalvetti.it/einaudi/jupgrade/index.php

Infatti, grazie al progetto ‘Vesto naturale e solidale’ – promosso dall’ACU Toscana e sostenuto dalla Regione Toscana con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e della fattiva collaborazione dell’inter-rete NaturaleSolidale – si è iniziato a sviluppare un percorso volto  a far acquisire ai cittadini e ai ragazzi le competenze utili in ambito di trasparenza e tracciabilità delle filiere produttive, in  un’ottica di sostenibilità.

Ad oggi, il progetto sta continuando anche in altre regioni ed è stato condiviso, attraverso il CTC-Centro Tecnico per il Consumo, con altre dieci associazioni di consumatori le quali,  insieme alle  reti di interesse comune, continueranno a mettersi a disposizione del mondo della scuola per aiutare gli studenti nell’esercizio di cittadinanza attiva, consapevole e responsabile.

L’augurio è che alla scuola si iscrivano molti ragazze e ragazzi per promuovere un sistema moda di qualità.

Per informazioni: einaudi.fiorillo@ebarsanti.it

La Presidente ACU Toscana

Clara Gonnelli

A PARTIRE DA QUELLI DEL LAVORO. UN SEMINARIO RIVOLTO AGLI STUDENTI CHE ATTUANO PERCORSI DI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, MA ANCHE AI CITTADINI ALLE IMPRESE E ALLE ISTITUZIONI.

Venerdì 26 febbraio alle ore 9,15 è stato organizzato dall’Istituto di Istruzione Superiore “Quintino Sella”, dall’ACU-Associazione Consumatori Utenti della Toscana coadiuvata dall’inter-rete ‘NaturaleSolidale’, dall’ACU Piemonte e dall’ACU Umbria, dall’associazione IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità, dall’associazione Tessile e salute e il Centro Tecnico per il Consumo – uno dei seminari facenti parte del percorso di ‘Alternanza Scuola-Lavoro’, sulle complesse e talvolta controverse filiere del tessile, che per la prima volta viene proposto dalla rappresentanza dei cittadini-consumatori. Il seminario, si tiene a Biella presso la succursale di Città Studi in Corso Pella 4.

Durante la prima ora, i ragazzi con il supporto dei loro inseganti e delle associazioni, faranno il punto sullo stato dell’arte del percorso di ‘Alternanza scuola-lavoro’ iniziato nei giorni scorsi attraverso il quale sono state sviluppate con gli studenti numerose attività sia all’interno delle aziende (‘Marchi & Fildi spa, Sinterama spa) che di altre strutture territoriali.

All’iniziativa, a carattere inter-regionale, hanno dato il sostegno a vario titolo, diverse importanti istituzioni come la Regione Piemonte, la Regione Toscana con il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e della Toscana.

Porterà il saluto oltre al dirigente scolastico Prof. Gianluca Spagnolo, l’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Biella e una delegata della Regione Piemonte dott.ssa Maria Teresa Garino.

I temi affrontati durante la mattinata sono molto importanti ed attuali perché investono la sfera dell’etica e della legalità con particolare riferimento alla responsabilità sociale, dei cittadini-consumatori, delle imprese e delle istituzioni.

Dalle ore 9,00 in poi il seminario sarò destinato oltre che agli studenti, anche al pubblico.

Interverrà il dott. Antonio Selvatici - giornalista che è stato anche consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione ed è docente del Master d’Intelligence Economica presso l’università degli Studi di Roma Tor Vergata – che da tempo si occupa di queste tematiche.

A Biella presenterà anche i risultati della sua inchiesta svolta nel distretto dell’abbigliamento di Prato, pubblicati nel suo ultimo libro “Il sistema Prato”.

Selvatici, mette in evidenza gli intrecci internazionali di un business che replica illegalmente non solo le note griffe dell’abbigliamento ma anche molti prodotti di altro genere.

Un furto che vale diversi miliardi di euro l’anno, di cui fanno le spese i consumatori, il fisco e un’importante fetta di prodotti italiani. Nel retro-copertina del libro si legge <<Buona parte del distretto industriale dei cinesi di Prato si basa sull’illegalità, il vantaggio competitivo è dato dall’agire al di fuori delle regole. La “falsa fattura”, la non fattura, i “pagamenti al nero” , l’abuso dell’adozione della forma societaria “Ditta individuale”, l’utilizzo spregiudicato del Money Transfer, il mancato pagamento di tasse e tributi si fondono con la violenza, lo sfruttamento dei clandestini, i dormitori abusivi, i luoghi di lavoro insicuri. I cinesi per raggiungere il massimo profitto possono fare affidamento sui suggerimenti elargiti dai professionisti italiani, trait d’union con il territorio e “facilitatori”: cervelli che si adoperano per edificare un reticolo, un muro, uno scudo che protegge contro gli attacchi della legge. Così vive e si alimenta buona parte del distretto cinese di Prato: l’illegalità e la criminalità diventano strumenti per comprimere i costi e far perdere competitività a quelle imprese che pagano contributi e tasse e hanno strutture a norma>>.

Alle 10,45 interviene Deborah Lucchetti, portavoce  per l’Italia della Campagna Abiti Puliti (membro della Clean Clothes Campaign) e Presidente di Fair, partner del progetto UE Change your shoes, di cui ACU Toscana è tra i sostenitori
La rappresentante di uno degli organismi che si occupa di diritti umani, illustra i risultati del rapporto che CCC ha effettuato in tre importanti distretti dell’abbigliamento in Veneto, Toscana e Campania,  dal titolo
‘Quanto è vivibile l’abbigliamento in Italia?’.
Deborah Lucchetti, dopo una lunga militanza nell’attivismo legato alle filiere dell’abbigliamento e del sistema moda, presenta all’uditorio un quadro senza veli che è emerso dai risultati di lavori scientifici condotti con importanti università italiane.
Questi alcuni passaggi del rapporto pubblicato sul sito di CCC:
http://www.abitipuliti.org/salariodignitoso/2015/01/23/quanto-e-vivibile-labbigliamento-in-italia/

<<….. Per abbattere i costi e incrementare i profitti le imprese delocalizzano le loro produzioni in Paesi dove possono reperire salari da fame, infime condizioni di lavoro e assenza di organizzazioni sindacali. Il settore dell’abbigliamento è tra i più attivi in questo campo: l’utilizzo di manodopera a bassi salari e diritti in Cina o in Bangladesh, come in Romania o Moldavia ne sono un esempio lampante. Le imprese multinazionali, spesso incentivate dai governi locali, comprano stabilimenti o ne costruiscono di nuovi, ricattano i lavoratori facendo leva sui loro bisogni di base…. La costruzione
della filiera si basa sull’idea che è sempre possibile trovare manodopera a bassi salari da sfruttare a proprio vantaggio>>.
A proposito del fatto che alcune multinazionali stanno ritornando a produrre in Italia nel rapporto di CCC si legge …Le condizioni di lavoro nell’industria italiana dell’abbigliamento e delle calzature sono mutate negli ultimi venti anni: molte le imprese che hanno chiuso e alta la riduzione del fatturato….. Il ritorno delle grandi multinazionali è sicuramente positivo in termini occupazionali, ma può diventare catastrofico se si importano in Italia le condizioni di lavoro e i livelli salariali che le imprese trovano altrove. LA ricerca ci restituisce la fotografia di una situazione che potremmo definire di post-occidentalizzazione riferendoci alle condizioni di lavoro prima riscontrabili nell’Europa dell’Est e nel lontano Oriente e ora anche nel Vecchio Continente: la dimostrazione che dopo la lunga discesa verso il fondo ora è tempo di risalire, prima che sia troppo tardi….>>.

L’auspicio – dichiara Clara Gonnelli – è quello che questi importanti contributi di idee e di esperienze rappresentino l’inizio di una riflessione attenta ed approfondita tra i vari attori di filiera, che nel corso di questi prossimi tre anni vorranno costruire alleanze e produrre una nuova cultura, anche attraverso lo sviluppo di questo percorso di alternanza scuola-lavoro, che ha come substrato fondamentale la scuola ed i consumatori con le aziende che intendono sviluppare alleanze costruttive per essere competitive nel mercato in termini di sostenibilità. Per questo c’è bisogno che i consumatori abbiano gli strumenti per saper riconoscere la qualità dei prodotti, partendo dalla valorizzazione delle economie locali”.

Clicca qui per scaricare il programma del seminario

Ufficio Stampa di ACU Toscana




2 Dicembre 2012 – Ciò che è successo ieri in quella che viene definita la fabbrica-dormitorio di Prato, in cui sono morte 8 persone ed altre sono rimaste gravemente ferite, rappresenta solo una delle tante tragedie che accomunano operai della filiera del tessile in gran parte del mondo, i quali sono costretti (donne, uomini e anche bambini) a lavorare in condizioni di completa illegalità per una manciata di spiccioli.

Oggi questo dramma si presenta in Italia, nella nostra Toscana e ci fa vedere senza veli un problema che, ancor prima è accaduto a Dhaka in Bangladesh o a Karachi in India, dove le famiglie di centinaia di lavoratori e lavoratrici morti sul luogo di lavoro, attendono ancora giustizia.

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Europa solidale: prospettive comuni e patti locali” Esperienze e pratiche di collaborazione tra le reti di economia solidale e con le istituzioni locali.

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